Sul problema d’una Tradizione europea

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Descrizione

Il saggio di Adriano Romualdi, ristampato vari decenni dopo la sua prima pubblicazione, rappresenta uno dei contributi più significativi al tradizionalismo italiano nel dopoguerra, secondo solo agli scritti di Julius Evola. In questa breve ma esaustiva analisi, l’autore esplora la metafisica della storia delineata nella seconda parte della Rivolta contro il Mondo Moderno di Evola, introducendo anche nuovi spunti di confronto. Il cuore del lavoro mira a riportare i concetti di Europa e Tradizione a una dimensione comune, ribadendo il ruolo guida della Tradizione europea e indoeuropea nella cultura e politica contemporanea. Romualdi esamina la tradizione indoeuropea attraverso diversi cicli storici, identificando un simbolismo chiave nella lotta tra il toro e il cervo, rappresentanti rispettivamente il caos primordiale e la vita rigenerata. Questa concezione metafisica dell’ordine, presente in varie culture, informa anche le strutture sociali e politiche, evidenziando l’importanza della gerarchia e dell’equilibrio nel corretto funzionamento della società. Romualdi critica il cristianesimo come estraneo allo spirito indoeuropeo, identificandolo come un momento di crisi e di dominio delle forze antitradizionali sull’Europa. Tuttavia, individua anche un ritorno agli antichi valori europei, incarnato nel Sacro Romano Impero e nella mistica germanica del Medioevo. L’autore suggerisce infine che il futuro dell’Europa potrebbe risiedere nel ritorno a una razionalità ariana e nel riscoprire una spiritualità più vicina alla natura. Il saggio di Romualdi offre una lettura coinvolgente e accessibile, che invita alla riflessione su temi cruciali della storia e della cultura europea.

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