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Cantiamo ancora sogni di rivolta!

  • Articolo pubblicato:19 Marzo 2024
  • Categoria dell'articolo:Azione!

Sabato 16 marzo 2024, a Chieti, presso la sede di Via R. Lanciani, parole e musica si sono alternati e uniti nel ricordo di Massimo Morsello.

Già da mesi, la nostra Comunità aveva deciso, nel silenzio che contraddistingue la nostra opera, di rompere ogni indugio e intraprendere un progetto musicale. Un compito per niente scontato, tanto meno facile, poiché bisognava “metterci la faccia”.

Piuttosto che farci guidare da manie di apparenza, però, abbiamo fin da subito approcciato questo nuovo fronte con disciplina, affinché le armonie riprodotte fossero il frutto di una conquista interiore e non di un’effimera agitazione.

Ma c’era bisogno di verificare il nostro impegno militante. Lo abbiamo fatto nel ricordo vivo di uno per cui la musica è stata davvero conquista; di uno per cui è stata davvero vittoria sui propri limiti, sulle proprie ombre e sui propri vili nemici!

Abbiamo ripercorso la vita di un Esempio ardente, di cui la bontà, la disposizione al dono e l’intelligenza riecheggia e infiamma ancora i cuori di chi è dalla giusta parte della barricata.

Presto lo stupore è calato tra il pubblico, spesso sorpreso per alcuni aneddoti e storie di Massimo ancora sconosciuti o ignorati. Sebbene l’impegno di ore – per non dire di anni – nella ricerca delle giuste sintetiche frasi per ripercorrere la vita del “De Gregori nero”, è stata proprio l’interpretazione musicale delle stesse opere di Massimo a completare le parole e a lasciare un segno nella platea di militanti, amici, giovani e studenti accorsi numerosi.

Dopo il riuscito debutto del progetto musicale della nostra Comunità, fra qualche goliardica battuta a caldo su stonature ed errori, la serata è continuata per qualche bicchiere “dal sapore di rivoluzione”.

A distanza di cinque anni dalla nascita di Coscienza e Dovere, con passi sicuri, pesanti e lenti, torniamo a far vibrare delle corde che nella nostra regione sono state atrofizzate dal tempo; torniamo a dotarci di “armi”, di strumenti capaci di galvanizzare e unire chi non ha deciso di arrendersi!

Anche nel tuo nome, Massimo.