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ATTENTI ALLA MAESTRA

  • Articolo pubblicato:27 Giugno 2024
  • Categoria dell'articolo:Pensiero

Le recenti elezioni europee non fanno altro che riconfermare – se mai ce ne fosse stato bisogno – il nostro pensiero sui cosiddetti “ludi cartacei”. A conferma di tutto ciò, prendiamo l’esempio più evidente: l’elezione a europarlamentare di Ilaria Salis. Da giorni circola in rete la sua fedina penale; non spetta a noi ribadire gli orrori e le false prodezze di una repubblica basata su agguati, menzogne e colpi alle spalle.

Questo risultato elettorale?

Il risultato elettorale ottenuto è figlio dell’indottrinamento politico che la Salis stessa avrà ricevuto quando era sui banchi di scuola, e di cui poi si è fatta paladina a livello internazionale. I dati parlano chiaro: gli studenti votano a sinistra e possiamo ben immaginare che molti voti ricevuti da lei provengano proprio da questo pubblico, indottrinato da maestre e professori per i quali materie scolastiche come letteratura, storia o geografia sono diventate contorni ai nuovi valori dell’agenda mondialista, del nuovo senso civico benpensante, dell’inclusività ipocrita. Le lezioni assomigliano sempre più a comizi elettorali. È il problema della scuola italiana, mai affrontato e nemmeno dibattuto seriamente in TV, se non in termini superficiali e di asettica analisi dei dati, considerandone sviluppi soltanto in senso orizzontale con nuove strategie e compromessi con il fallimento di tutto il sistema. Questo problema rimane ben radicato: a scuola, il vero pericolo per gli studenti sono proprio gli insegnanti, che possono determinare molto in una campagna elettorale come quella appena trascorsa. I frutti avvelenati di questo sistema si sono visti nel momento del bisogno per il cartello elettorale di cui la Salis era rappresentante. Non è possibile negare che le scuole italiane siano intrise di professori che esaltano l’antifascismo militante, nascondono le infamità e i delitti, e cercano di fare proselitismo.

Cosa aspettarsi adesso?

Non sappiamo se la neo eletta parlamentare europea sarà ospite di Bruno Vespa, del Presidente della Repubblica, di La7 o del TG di Sky. Possiamo certamente aspettarci tutto questo e molto altro, come ad esempio un libro da presentare in tour nelle scuole superiori e università di tutta Italia, per portare agli studenti testimonianze di (il)legalità, impunibilità e metodi alternativi per evitare responsabilità per le proprie scelte di vita, per quanto sbagliate esse siano. Ma soprattutto, dobbiamo aspettarci una nuova ondata di odio politico generato dal cattivo esempio che questa vicenda meschina fornisce senza alcun filtro di ragionevolezza o giustizia. Da questa vicenda emergono i classici luoghi comuni italiani: impunità e malapolitica, mitizzazione del cattivo esempio e ostentazione del ridicolo per orgoglio a livello internazionale. Con uno stipendio da parlamentare europea, la Salis potrà permettersi di fare o finanziare molte cose. L’amara constatazione è doverosa.

Cosa fare?

Crediamo che a tutto ci sia un rimedio. L’azione da compiere dovrà essere di contrapposizione alla scuola antifascista e alla politica dell’odio. Come farlo, tutti noi lo possiamo ben immaginare: ci sono vari modi e campi in cui lanciarsi. La Salis non è la prima a godere del cosiddetto “soccorso rosso”, ma possiamo fare in modo che sia l’ultima. Ripulendo la scuola, la cultura e la società dal mito dell’antifascismo, potremo liberare la gioventù italiana da una delle principali cause della sua asfissia.

Dal canto nostro, nessun professore che fa politica a scuola avrà tregua finché la nostra Comunità sarà in marcia per la difesa di Verità e Giustizia. Neppure la nuova pedina nella scacchiera di Bruxelles sarà ignorata. La lotta da compiere è totale e, se a sinistra non c’è timore di infiltrarsi e lanciare fango, il nostro stile sarà quello di chi, senza fretta ma senza tregua, agirà per smascherare il nemico che col suo sistema tentacolare ha le mani in troppi campi. È il momento di togliere le armi al nemico e costruire l’alternativa!